il campo ecumenico

CONTO ALLA ROVESCIA PER I 10 ANNI DEL

CAMPO ECUMENICO INTERNAZIONALE

Nel frattempo scorri sotto, leggi la nostra storia, guarda i video e le foto… poi se vuoi iscriviti per vivere un’esperienza di unitá, fraternitá e amicizia che non hanno eguali.

Presto online i form per le iscrizioni al Campo Ecumenico Internazionale 2018.

Per qualsiasi informazione riguardante il campo ecumenico contatta la Segreteria del Centro Giovanni Paolo II o scrivi a ecumeniccamp@giovaniloreto.it

Da EurHope a EurHome

Ecco la Vostra Casa

A Loreto, nel 1995, nell’indimenticabile incontro “Eurhope”, Giovanni Paolo II, durante al veglia, si è rivolto ai giovani provenienti da tutta Europa con queste parole: «Ecco la vostra casa, la casa di Cristo e d Maria , la casa di Dio e dell’uomo».

Si capisce così che  il Centro Giovanni Paolo II  non è stato costruito per caso. Le pietre della «casa» dove Dio si è fatto uomo sono custodite qui a Loreto. Qui c’è la casa di Maria, questa è la casa di Dio e dell’uomo. Questo Centro allora è stato costruito su questo mistero di salvezza: così questo Centro serve a non mettere il testo biblico nel passato ma ad attualizzarlo nella vita dei giovani.

Lo scopo principale è quello di abbattere le divisioni e i muri e insieme costruire ponti. Ciò che sostiene ogni progetto del Centro Giovanni Paolo II  è quello di accogliere le persone, ospitare le persone, specialmente i giovani ma favorendo sempre il dialogo generazionale, permettendo che le differenze si incontrino e facendo vedere che possiamo vivere insieme nella diversità!

Loreto “Casa” dell’unitá e della fraternitá fra i giovani

All’’interno dell’Agorà dei giovani del Mediterraneo è nato il campo giovani ecumeni­co «Da Eurhope a Eurhome», una settimana residenziale con ragazzi e ragazze di diverse confes­sioni cristiane.

Il primo si è tenuto nell’estate del 2009 alla presenza di  anglicani, orto­dossi rumeni e cattolici italiani, ac­compagnati dai loro sacerdoti e re­sponsabili. Oggi siamo arrivati alla nona edizione e al primo nucleo di giovani si sono aggiunti anche i giovani luterani di Svezia e Danimarca, Greco-cattolici della Romania e dall’Ungheria e cattolici dalla Bulgaria. Un’esperienza che include e non esclude nessuno.

La memoria

Quando si parla di «ca­sa comune e accogliente», di dialogo e di incontro tra Dio e l’uomo, di abbattere muri e costruire ponti, non si può fare a meno di pensare al Santuario di Loreto e al Centro Giovanni Paolo II »Ecco la vostra casa».

A tale proposito ricordiamo l’auspicio che San Giovanni Paolo II espresse nella lettera che scrisse per il VII centenario della Santa Casa di Loreto: «Faccio voti affinché il glorioso Santuario della Santa Casa, che ha avuto una parte così attiva nella vita del popolo cristiano per quasi tutto il corso del secondo millennio che sta per concludersi, possa averne una altrettanto significativa nel corso del terzo millennio che è alle porte continuando ad essere, come per il passato, uno dei pulpiti mariani più alti della cristianità. “Possa questo Santuario di Loreto – come ebbe a dire il mio predecessore Giovanni XXIII durante la sua storica visita – essere sempre come una finestra aperta sul mondo, a richiamo di voci arcane, annunzianti la santificazione delle anime, delle famiglie, dei popoli”».

Ed è stato proprio nella collina di Montorso che il 2 settembre 2007 Benedetto XVI, tra i 72 giovani «inviati» nel mondo per essere missionari, ne scelse due, Laura e Caterina, che avessero una particolare attenzione al dialogo ecumenico e li inviò a Sibiu.

Il 2008 è stato un anno di intense relazioni capaci di porre le fondamenta a quanto era stato seminato con abbondanza dai due giovani missionari.

Essere amici, abitare la stessa casa è il richiamo costante che le pietre della ‘Casa del sì’ di Maria custodite a Loreto fanno al nostro pellegrinaggio terreno dietro Gesù.

San Giovanni Paolo II nella lettera sopra citata così scriveva: «La Vergine Lauretana dall’alto del suo colle … possa accogliere sotto il suo manto tutti i cristiani in un gesto materno, ravvivando la nativa vocazione ecumenica di codesto Santuario, che ha radici, secondo la tradizione lauretana, nell’Oriente cristiano».

In continuità con il gesto fatto all’”Agorà dei giovani italiani”, Benedetto XVI ha raccomandato alla GMG di Sydney, durante l’incontro e­cumenico nella cripta della Cattedrale di Saint Mary: «Il dialogo ecumenico a­vanza non solo mediante uno scam­bio di idee ma condividendo doni che ci arricchi­scono mutuamente. Un’idea è fina­lizzata al raggiungimento della ve­rità; un dono esprime l’amore. Am­bedue sono essenziali al dialogo».

In questo cammino ecumenico che rende protagonisti i giovani desideriamo ricordare anche le parole con cui papa Francesco manifestando la fiducia della Chiesa verso di loro esprime un forte richiamo affinché assumano senza paura le loro responsabilità mantenendo sempre il dialogo con chi li ha preceduti: «Il mondo può cambiare soltanto se i giovani sono in cammino! Purtroppo i giovani oggi, spesso, sono materiale di scarto … e questo non possiamo tollerarlo. La Chiesa ha bisogno di più primavera e la primavera è la stagione dei giovani … Ai giovani la Chiesa chiede una missione, tornare indietro e parlare con i nonni”.

Lo Spirito di Loreto

Per questo il Centro Giovanni Paolo II, nella logica della quotidianità, si è fatto apostolo di questo mandato che è stato chiamato «lo Spirito di Loreto».

I giovani hanno assimilato questi messaggi attraverso l’espe­rienza della vita comune che gli ha permesso di rifuggire la tentazione di considera­re la ‘dottrina come fonte di divisione’: hanno vissuto l’amore recipro­co, riconoscendo i doni che o­gnuno può portare.

In questo pellegrinaggio paradossalmente la lingua rappresenta una difficoltà supe­riore rispetto alla facilità con cui i giovani vivono gesti comuni di fede, di servizio e di preghiera. Un piccolo pas­so, ma fondamentale, verso l’unità. Un seme gettato con generosità e nello spirito della Pasqua di morte, sepoltura e risurrezione.

 Con i giovani continuiamo a percorrere la strada dell’unità che nasce dalla preghiera di Gesù: «che tutti siano uno»!

La frase di un ragazzo anglicano detta qui a Loreto traduce in un linguaggio giovanile la memoria che desideriamo vivere e attualizzare con gratitudine e responsabilità: «Perché siamo divisi se stiamo così bene insieme?».

E pur portando la ferita di non poterci sedere alla stessa mensa mangiando il pane della vita una giovane ragazza rumena ci ha aiutato a vivere il senso profondo dell’eucaristia quando ci ha detto: «pensate se domani avessimo solo ciò per cui oggi abbiamo detto grazie!».

 

Piú di una settimana

Per sostenere e vivere in profondità questo cammino dei giovani e dimostrare che è inserito nel cammino di fraternità della comunità cristiana, e nella società civile si è deciso di compiere alcuni gesti:

Per la Società civile

Firmare un Patto di amicizia tra il Comune di Recita (Romania) e il comune di Loreto.

Lo «spirito di Loreto» ci aiuta a comprendere che l’unione europea non è tale perché determinata dalla moneta unica quanto piuttosto la si riconosce dalla capacità di vivere tra gli stati membri la solidarietà, l’accoglienza, la pace e la dignità della persona umana quale fondamenti del bene comune. È con questo spirito che i giovani hanno chiesto ai primi cittadini delle due città di Recita e Loreto di riconoscere il percorso di amicizia già in atto e di promuovere gesti concreti che possano estendere a tutti i cittadini il beneficio di queste nostre relazioni. Ai sindaci è stato chiesto di aiutare i giovani ad essere protagonisti della loro città e del futuro dell’Europa.

Un passo importante è stato fatto grazie al desiderio dei giovani di portare lo “spirito di Loreto” nelle scuole, testimoniando tra i giovani come la diversità non sia mai fonte di divisione ma un’opportunità per crescere e arricchirsi.

Oltre gli incontri e alle assemblee, è stato formalizzato un Patto di amicizia tra gli Istituti di Foligno (Italia) e quelli di Recita (Romania): nell’alternanza scuola-lavoro professori e studenti si sono fatti reciprocamente visita e, accolti e accompagnati dalle rispettive amministrazioni comunali, hanno dato origine a un cammino che, nella logica dell’incontro e della condivisione della vita, ha come tema di fondo l’integrazione, l’intercultura, il dialogo.

Per la Comunità cristiana

Firmare un Patto d’amicizia tra la Basilica di Loreto, custode delle pietre della casa di Nazareth e la Cattedrale-Abbazia di sant’Albans custode dell’esempio di Sant’Albans, primo martire della Britannia. Il Patto è firmato dal rettore del Santuario lauretano e dal Dean dell’Abbazia di sant’Albans e per presa visione dall’Arcivescovo Giovanni e dal Vescovo Alan.

A questo gesto vanno aggiunti i viaggi e gli incontri che durante l’anno, nello «Spirito di Loreto» vengono promossi dai giovani e dai loro responsabili.

Il campo estivo è solo un volano per il cammino dell’unità e per la responsabilità che hanno le giovani generazioni nel promuoverlo.

Con lo stile del pellegrinaggio

19- 27 ottobre 2011

«Nel prossimo mese di ottobre, mi recherò pellegrino nella città di san Francesco, invitando ad unirsi a questo cammino i fratelli cristiani delle diverse confessioni, gli esponenti delle tradizioni religiose del mondo e, idealmente, tutti gli uomini di buona volontà. Chi è in cammino verso Dio non può non trasmettere pace, chi costruisce pace non può non avvicinarsi a Dio. Vi invito ad accompagnare sin d’ora con la vostra preghiera questa iniziativa». Abbiamo accolto con gioia le parole di Benedetto XVI alla recita dell’Angelus del 1° gennaio 2011, e l’invito che ci rivolse ad unirci a questa visita. E così, in preparazione di questo grande appuntamento, il Centro Giovanni Paolo II di Loreto, ha promosso di un pellegrinaggio ecumenico lunga l’antica Via Lauretana che da Loreto porta ad Assisi. 200 km a piedi percorsi da giovani anglicani, cattolici e ortodossi insieme ai loro pastori. Non siamo uniti ma camminiamo insieme! «La Giornata avrà come tema ‘Pellegrini della verità, pellegrini della pace. Ogni essere umano è, in fondo, un pellegrino in ricerca della verità e del bene. Anche l’uomo religioso rimane sempre in cammino verso Dio: da qui nasce la possibilità, anzi la necessità di parlare e dialogare con tutti, nella misura in cui il pellegrinaggio della verità è vissuto autenticamente, esso apre al dialogo con l’altro, non esclude nessuno e impegna tutti ad essere costruttori di fraternità e di pace». «L’immagine del pellegrinaggio riassume dunque il senso dell’evento che si celebrerà: si farà memoria delle tappe percorse, dal primo incontro di Assisi, a quello successivo del gennaio 2002 e, al tempo stesso, si volgerà lo sguardo al futuro, con il proposito di continuare, con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, a camminare sulla via del dialogo e della fraternità, nel contesto di un mondo in rapida trasformazione. San Francesco, povero e umile, accoglierà di nuovo tutti nella sua città, divenuta simbolo di fraternità e di pace».

27 settembre – 4 ottobre 2012

Sono trascorsi 50 anni dallo storico viaggio in treno che portò Giovanni XXIII da Roma a Loreto e poi ad Assisi il 4 ottobre 1962, sette giorni prima dell’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Come Chiesa giovane che oggi «prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio» ci siamo messi in cammino lungo la via Lauretana Assisi-Loreto sulla «Via del Concilio» ascoltando i testimoni e incontrando le comunità parrocchiali. Affidare a Maria e Francesco il Concilio Ecumenico Vaticano II e la visita di Benedetto XVI a Loreto il 4 ottobre 2012, non può che avere un risalto ecumenico.