Giovani coppie e famiglie
Un solo corpo, un solo pane: gruppo di coppie fidanzati di Treviso

Come di consueto, si è conclusa con la solennità del Corpus Domini il cammino di preparazione al matrimonio per una quarantina di coppie di Treviso. P. Adolfo Scandurra, carmelitano e responsabile del gruppo, da anni ha scelto il nostro centro per far vivere alle coppie un week end di spiritualità che concludesse l’ itinerario verso la celebrazione del sacramento del matrimonio all’ombra di quella Casa dove grazie al Sì di Dio e al Sì di Maria, si è costituita la famiglia dei credenti in Cristo, la Chiesa..Abbiamo insieme condiviso i momenti di preghiera e il passaggio in santa Casa, oltre a tutti i momenti ordinari che costituiscono la quotidianità del Centro.Li ringraziamo per la loro presenza seria e concreta nel voler vivere questi giorni in pienezza e nel voler dire il proprio “Sì” al progetto di Dio con responsabilità e generosità.
Ecco una loro testimonianza:
A conclusione del corso fidanzati ci siamo trovati qui a Loreto con le altre coppie, Padre Adolfo e le nostre coppie guida con i loro figli.Un anno fa avevamo iniziato con molte aspettative e qualche certezza. “un’Avventura ”è stata la prima definizione che ci è stata data del matrimonio … Oggi non potevamo che ritrovarci qui, nella casa di Maria, dov’è iniziata la più grande avventura dell’umanità. Quel “Si” di Maria ha permesso a Dio di farsi uomo.Abbiamo scoperto di aver bisogno di salvezza perché da soli non ce la faremo ad affrontare la vita insieme. E che la Vita Bella è possibile, ma passa sempre per un “Si”.In questi due giorni ci siamo confidati che dentro di noi abbiamo molte attese nascoste. Dirsele reciprocamente e in verità ci permette di comprendere meglio l’altra persona.Siamo arrivati qui con l’idea di visitare una casa, quella di Maria, a conclusione del nostro percorso, ma in verità ne abbiamo trovate molte di più.La prima casa è stata il centro voluto da Giovanni Paolo II per i giovani: Suor Alfonsina e le altre suore ci hanno accolto fraternamente e testimoniato la bellezza e la necessità dell’incontro. La gratuità del loro operato ci rimanda allo “stile del donare” reciproco, spesso così difficile in una coppia. Poi la casa delle Carmelitane. Avevamo già avuto l’occasione di incontrare delle suore di clausura ma ci sorprendono sempre con loro serenità e verità. Davvero loro vivono con la consapevolezza di essere libere interiormente. Il rapporto quotidiano con Dio, la relazione a tu per tu con il Signore è prioritaria. Il loro si prima che alle sorelle, alla clausura, al servizio lo dicono ogni giorno a Dio. In maniera sorprendente, ed ogni giorno nuova: come offrire un fiore fresco ogni giorno. Il “vero” Amore sposta il centro dall’Io a Dio, e di conseguenza all’Altro. Infine la casa di Maria. Le umili pietre che testimoniano quel si di Maria cosi grande e sconvolgente.Anche a noi, come coppia ci è stato chiesto di pronunciare il nostro si, il nostro Amen.Capiamo che prima di dire si all’altro nel matrimonio è necessario dire si a Dio: significa essere fedeli a se stessi di fronte a Dio.Le incomprensioni, le fatiche e le paure che ora stiamo affrontando e che da sposati troveremo nella quotidianità, rimangono. Sappiamo però che quando permettiamo a Dio di entrare nella nostra coppia, riusciamo ad esempio a creare un dialogo più profondo,ad ascoltarci di più, ad ascoltare i bisogni dell’altro, a comunicare le nostre attese più profonde, a perdonare anche se offesi. Sentiamo di dire un grande grazie dal cuore per tutto ciò che ci è stato donato gratuitamente.
Irene & Holiver
Come di consueto, si è conclusa con la solennità del Corpus Domini il cammino di preparazione al matrimonio per una quarantina di coppie di Treviso. P. Adolfo Scandurra, carmelitano e responsabile del gruppo, da anni ha scelto il nostro centro per far vivere alle coppie un week end di spiritualità che concludesse l’ itinerario verso la celebrazione del sacramento del matrimonio all’ombra di quella Casa dove grazie al Sì di Dio e al Sì di Maria, si è costituita la famiglia dei credenti in Cristo, la Chiesa..
Abbiamo insieme condiviso i momenti di preghiera e il passaggio in santa Casa, oltre a tutti i momenti ordinari che costituiscono la quotidianità del Centro.
Li ringraziamo per la loro presenza seria e concreta nel voler vivere questi giorni in pienezza e nel voler dire il proprio “Sì” al progetto di Dio con responsabilità e generosità.
Ecco una loro testimonianza:
A conclusione del corso fidanzati ci siamo trovati qui a Loreto con le altre coppie, Padre Adolfo e le nostre coppie guida con i loro figli.
Un anno fa avevamo iniziato con molte aspettative e qualche certezza.
“un’Avventura ”è stata la prima definizione che ci è stata data del matrimonio … Oggi non potevamo che ritrovarci qui, nella casa di Maria, dov’è iniziata la più grande avventura dell’umanità. Quel “Si” di Maria ha permesso a Dio di farsi uomo.
Abbiamo scoperto di aver bisogno di salvezza perché da soli non ce la faremo ad affrontare la vita insieme. E che la Vita Bella è possibile, ma passa sempre per un “Si”.
In questi due giorni ci siamo confidati che dentro di noi abbiamo molte attese nascoste. Dirsele reciprocamente e in verità ci permette di comprendere meglio l’altra persona.
Siamo arrivati qui con l’idea di visitare una casa, quella di Maria, a conclusione del nostro percorso, ma in verità ne abbiamo trovate molte di più.
La prima casa è stata il centro voluto da Giovanni Paolo II per i giovani: Suor Alfonsina e le altre suore ci hanno accolto fraternamente e testimoniato la bellezza e la necessità dell’incontro. La gratuità del loro operato ci rimanda allo “stile del donare” reciproco, spesso così difficile in una coppia.
Poi la casa delle Carmelitane. Avevamo già avuto l’occasione di incontrare delle suore di clausura ma ci sorprendono sempre con loro serenità e verità. Davvero loro vivono con la consapevolezza di essere libere interiormente. Il rapporto quotidiano con Dio, la relazione a tu per tu con il Signore è prioritaria. Il loro si prima che alle sorelle, alla clausura, al servizio lo dicono ogni giorno a Dio. In maniera sorprendente, ed ogni giorno nuova: come offrire un fiore fresco ogni giorno.
Il “vero” Amore sposta il centro dall’Io a Dio, e di conseguenza all’Altro.
Infine la casa di Maria. Le umili pietre che testimoniano quel si di Maria cosi grande e sconvolgente.
Anche a noi, come coppia ci è stato chiesto di pronunciare il nostro si, il nostro Amen.
Capiamo che prima di dire si all’altro nel matrimonio è necessario dire si a Dio: significa essere fedeli a se stessi di fronte a Dio.
Le incomprensioni, le fatiche e le paure che ora stiamo affrontando e che da sposati troveremo nella quotidianità, rimangono. Sappiamo però che quando permettiamo a Dio di entrare nella nostra coppia, riusciamo ad esempio a creare un dialogo più profondo,ad ascoltarci di più, ad ascoltare i bisogni dell’altro, a comunicare le nostre attese più profonde, a perdonare anche se offesi.
Sentiamo di dire un grande grazie dal cuore per tutto ciò che ci è stato donato gratuitamente.
Irene & Holiver
















