Le finalitá - Centro Giovanni Paolo II
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Le finalitá

La natura del Centro ha come obiettivo di perseguire in concreto le seguenti sette finalità:

  • Ecumenica e di dialogo interreligioso. Il Centro offre ai giovani la possibilità di scambio e di comunione con i giovani d’Europa e del Mediterraneo all’interno di un cammino che segue le vie dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso. Il Centro da sempre crede – e continua fortemente a crederci – in quella che potremmo definire “apertura mediterranea”, in un ponte permanente tra giovani cristiani delle diverse sponde del “Mare nostrum”, per approfondire il senso e il ruolo dell’essere credenti in Cristo.
  • Di ordinarietà e straordinarietà. Proporre un’esperienza religiosa ai giovani che li aiuti a maturare la propria risposta di fede, per rispondere generosamente al progetto di amore che Dio ha pensato per ciascuno di loro nella vita quotidiana. Vivere la caratteristica dell’essere una “realtà domestica” attraverso l’accoglienza e la vita della comunità che in esso opera. Ovvero: una “casa” per fare comunità, dove sentirsi famiglia, aiutando – nel contempo – a vivere esperienze forti di spiritualità, caratterizzate da un sentire cristiano, ecclesiale e cattolico secondo le indicazioni che i Vescovi italiani offrono al mondo giovanile, promuovendo la partecipazione (o l’accoglienza) di eventi nazionali ed internazionali.
  • Ecclesiale. “Offrire ai giovani un ulteriore prova della vicinanza e dell’attenzione della Chiesa alle loro attese e problemi…” (Lettera di Giovanni Paolo II all’Arcivescovo Angelo Comastri, 21 novembre 2000), alle loro speranze e alle loro gioie, rivolgendo loro l’autorevolezza della sua parola e la sua amabilità nel prendersi cura di essi. Vivere – nell’esercizio dell’accompagnamento, del confronto e della condivisione di esperienze comuni o differenti – la bellezza della comunione ecclesiale nella diversità dei doni.
  • Educativa e formativa. L’attenzione educativa e formativa viene messa in luce con forza dalle parole di Giovanni Paolo II rivolte al Centro: “… diventi sempre più palestra d’incontro e di dialogo tra la comunità cristiana e le nuove generazioni”, (Lettera di Giovanni Paolo II all’Arcivescovo Comastri, 21 novembre 2000). Accompagnare i giovani nella ricerca, scoperta, riscoperta e approfondimento del proprio essere e del proprio credere mediante itinerari specifici, umani, spirituali e vocazionali. Promuovere esperienze di testimonianze credibili da proporre ai giovani, occasioni feconde di scambio e di ricerca da viversi in laboratori pastorali guidati, sostenuti, promossi e accompagnati da equipe pastorali di livello regionale, nazionale e internazionale in particolar modo con stile giovanile. L’impegno, inoltre, a realizzare iniziative a carattere sperimentale (particolarmente rivolte a educatori e animatori giovanili) volte a mettere in atto – e a proporre – nuove modalità per accostare i giovani alla spiritualità cristiana.
  • Vocazionale. L’accompagnamento vocazionale del Centro è ispirato – e legato – strettamente al Santuario mariano della Santa Casa, luogo testimone del Mistero dell’Incarnazione, spazio di contemplazione dell’umanità di Cristo e del “Si” di Maria, modello di ogni vocazione cristiana, al matrimonio, al presbiterato e alla vita religiosa.
  • Missionaria. Nella formazione dei giovani è importante la sensibilizzazione di essi alla missione che il Centro promuove con scelte sul campo. Tutta la pastorale della Chiesa è chiamata ad essere missionaria: il Centro si propone di far crescere la missionarietà nella vita delle persone che incontra e nelle attività che promuove, favorendone una profonda coscienza, presentando anche nuovi stili di vita per diffondere – a partire dalle periferie fino ad orizzonti più ampi nel mondo – i valori evangelici a servizio del Regno di Dio e della dignità della persona umana.
  • Culturale. Ogni attività pastorale proposta ai giovani diventa stile di vita, aiutandoli a passare da momenti sporadici a sentirsi parte di una dimensione culturale propria, dove l’annuncio dell’amore di Dio per l’uomo diventa, specificamente per il giovane, un momento di riflessione culturale. Le iniziative pastorali, a tal proposito, non si esauriscono all’interno della sola propria comunità cristiana e il Centro, in questo prezioso servizio, si avvale di persone, strumenti ed esperienze esterne atte ad intraprendere veri e propri percorsi culturali, creando una vasta rete di interazione col territorio e nella società. In questo dialogo imprescindibile e irrinunciabile con il territorio il Centro potrà avvallarsi della rete di Oratori che sono in Italia.

In conclusione, l’opera pastorale del Centro Giovanni Paolo II è affidata alla Prelatura della Santa Casa di Loreto, in una cooperazione progettuale con le diverse realtà pastorali della regione (in particolar modo con la pastorale giovanile, vocazionale, familiare sociale e del lavoro, scolastica, oratori e Caritas), garantendo un legame più saldo e fecondo con le Chiese locali. Un maggiore e costante radicamento nel territorio, favorirà le relazioni con realtà che quotidianamente daranno vita e sostegno al Centro. Nel contempo, per rispondere coerentemente all’intuizione originaria di fare di Loreto la “capitale spirituale dei giovani d’Europa”, e promuovere al meglio le sette finalità sopra indicate è necessaria l’interazione e la piena collaborazione e lo scambio sulle idee, sui progetti e la loro concreta realizzazione con i Servizi Nazionali di Pastorale.

(“Documento di intenti per la realizzazione del Progetto pastorale e la gestione del Centro Giovanni Paolo II – Ecco la vostra casa, 21 ottobre 2014”).